{"id":851,"date":"2023-03-20T11:57:25","date_gmt":"2023-03-20T11:57:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.silvanasottotetti.it\/?page_id=851"},"modified":"2023-10-30T11:07:09","modified_gmt":"2023-10-30T11:07:09","slug":"recensioni","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.silvanasottotetti.it\/?page_id=851","title":{"rendered":"Recensioni"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"851\" class=\"elementor elementor-851\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-6ab2fc6 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"6ab2fc6\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-15f3b49\" data-id=\"15f3b49\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-945e5e0 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"945e5e0\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<style>\/*! elementor - v3.11.5 - 14-03-2023 *\/\n.elementor-widget-text-editor.elementor-drop-cap-view-stacked .elementor-drop-cap{background-color:#818a91;color:#fff}.elementor-widget-text-editor.elementor-drop-cap-view-framed .elementor-drop-cap{color:#818a91;border:3px solid;background-color:transparent}.elementor-widget-text-editor:not(.elementor-drop-cap-view-default) .elementor-drop-cap{margin-top:8px}.elementor-widget-text-editor:not(.elementor-drop-cap-view-default) .elementor-drop-cap-letter{width:1em;height:1em}.elementor-widget-text-editor .elementor-drop-cap{float:left;text-align:center;line-height:1;font-size:50px}.elementor-widget-text-editor .elementor-drop-cap-letter{display:inline-block}<\/style>\t\t\t\t<p>Frutta, fiori, erba, alberi, verdura: queste le cinque sezioni della diciassettesima mostra personale delle opere di Silvana Sottotetti. Ogni opera \u00e8 presentata in stretta correlazione con l&#8217;attivit\u00e0 umana: opere come &#8220;nell&#8217;agrumeto&#8221; &#8220;Fienagione in alta collina&#8221;, &#8220;I taglialegna&#8221; e &#8220;Raccolta delle patate negli USA degli anni cinquanta&#8221; mettono in primo piano la fatica e la soddisfazione collegate ad un duro e paziente lavoro. Cos\u00ec &#8220;La rosa e i guanti&#8221; e &#8220;La bionda dell&#8217;Oltrep\u00f2&#8221; danno rilievo al peso che hanno, nella nostra vita, attraverso i sensi, i doni della terra per la casa e per il riposo, ad esempio. Non solo per il palato ma anche per gli occhi sono una vera goduria i peperoni. Come aspetti rivelatori della sua citt\u00e0 ha scelto gli studi sui peperoni ma di Voghera, omaggio ad un prodotto che merita&#8230;con colori brillanti, intensi e luminosi. Il titolo della mostra vuole essere un invito a riflettere sui tanti piccoli tesori che abbiamo a portata di mano ogni giorno senza renderci conto del loro valore. La terra ha bisogno di rispetto se vogliamo che continui ad essere generosa di questi doni.<br><\/p>\n<p>&nbsp;&#8220;I doni della terra&#8221;, Sala Pagano &#8211; Voghera<\/p>\n<p><br><\/p>\n<p>&#8220;Iustissima tellus&#8221;, la giustissima terra, diceva il grande Virgilio. La terra (e la Terra) quando \u00e8 amata, rispettata, coltivata, e ovviamente non stravolta o distrutta, in cambio d\u00e0 sempre. D\u00e0 qualche volta il cento per uno, a volte meno, e sempre a prezzo di fatica, ma rimane la nostra principale fonte di vita, ancor oggi mentre \u2013 ahim\u00e9 \u2013 si comincia a parlare di arance stampate col computer e bistecche di plastica. Corriamo ai ripari, rendiamole giustizia, finch\u00e9 siamo in tempo.<br>Un modo efficace, anche se non subito lo si capisce, di contribuire a questa &#8220;giustizia&#8221; verso la terra \u00e8 quello degli artisti, che dalla terra e dai suoi doni traggono ispirazione da sempre. Cos\u00ec Silvana Sottotetti, che ama offrirci di tanto in tanto una mostra a tema, e che questa volta ha scelto di raffigurare i &#8220;Doni della terra&#8221; \u2013 questo il logo \u2013 e la fatica dell&#8217;uomo per interagire con la loro incommensurabile ricchezza. <br>Non solo fiori e frutti e alberi, dunque, ma persone, legate alla madre terra da vincoli non soltanto di fatica e di antica schiavit\u00f9, ma anche di una produttiva simbiosi che nei secoli, nei millenni, ha costruito identit\u00e0 e civilt\u00e0 di popoli. &#8220;Custodite la terra&#8221; sta scritto nella prima pagina della Bibbia; e poco pi\u00f9 oltre, dopo la caduta, &#8220;Col sudore della fronte lavorerai la terra&#8221;. Ma questo, bench\u00e9 suoni come una condanna, \u00e8 il realt\u00e0 il giusto prezzo di un dono che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere totalmente gratuito, e il giusto orgoglio di averlo guadagnato.<br>La mostra si inaugura sabato 9 febbraio alle 17 e prosegue fino a domenica 17 febbraio, con orario giornaliero 16,30 \u2013 19 e il sabato e le domeniche anche al mattino, ore 10 \u2013 12,<\/p>\n<p>e.c.b.<\/p>\n<p>&#8220;I doni della terra&#8221;, Sala Pagano &#8211; Voghera<br><\/p>\n<p><br><\/p>\n<p>L&#8217;artista trasmette messaggi. Ma non a tutti il messaggio arriva uguale, anzi. Non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 &#8220;personalizzato&#8221; della reazione, dell&#8217;emozione di ciascuno davanti a un quadro.<br>A noi la mostra di Silvana Sottotetti &#8220;I doni della terra&#8221; desta ricordi di infanzia e di poesia. Quello che per molti \u00e8 duro lavoro e sacrosanto appuntamento con la fatica, per un bambino di citt\u00e0 \u2013 la grande citt\u00e0, ormai lontana anni luce dalla civilt\u00e0 contadina \u2013 \u00e8 un&#8217;avventura, una scoperta, una festa. La semina, la fienagione, la raccolta della frutta, l\u00e0 nella fattoria dove vivevano gli zii\u2026 e la spannocchiatura, che alla scolaretta fresca di studi suggeriva i versi del Pascoli, imbattibile evocatore di suoni: &#8220;E i monelli \u2013 ruzzano nei cartocci strepitosi&#8221; . E ancora: &#8220;Al cader delle foglie, alla massaia &#8211; non piange il vecchio cor, come a noi grami: &#8211; ch\u00e9 d&#8217;arguti galletti ha piena l&#8217;aia. Arguti galletti: si pu\u00f2 dir meglio? Sembra di vederli dipinti da Silvana. Eh s\u00ec, poesia e pittura sono sorelle: la parola dipinge, il pennello parla. Davanti a un altro quadro, la &#8220;voce di dentro&#8221; \u00e8 quella di Ada Negri, musa lombarda: &#8220;Nel paese di mia madre c&#8217;\u00e8 un campo quadrato, cinto di gelsi&#8221;, Vedeteli l\u00ec, i gelsi di Silvana, i &#8220;moroni&#8221;. Ah, il sapore delle more, sapore d&#8217;infanzia perduta! <br>Ecco\u2026 volevamo evitare questo aggettivo malinconico. No, non \u00e8 perduto quello che un artista sa far rivivere con i suoi quadri. E non sono solo ricordi personali, ma tutta una civilt\u00e0 in gran parte scomparsa, eppure in questo modo trasmissibile anche alle generazioni future. Come nel quadro &#8220;Il nonno giardiniere&#8221;, con quel bimbo in attitudine attenta, incantata. E come parlano anche da soli i peperoni di Voghera, le angurie, l&#8217;uva\u2026 Silvana ce li dona &#8220;virtualmente&#8221;, ma ce li dona davvero.<br>Subito per\u00f2 le didascalie ci salvano da un minimalismo puramente oltrepadano con la raccolta in un agrumeto, quella delle zucche in Austria o delle patate rosse in U.S.A. Segno di una sotterranea fratellanza di fatiche e di doni raccolti, a dimensione mondiale.<br>Bello anche quel torso d&#8217;uomo, a s\u00e9, senza zappe o falci o canestri o altro. L&#8217;uomo e la terra: simbiosi, a due direzioni. L&#8217;uomo \u00e8 lavoratore e fruitore, ma anche &#8220;dono&#8221; della terra egli stesso. Della terra e della Terra, che produce non soltanto &#8220;diversi fructi con coloriti fiori et herba&#8221;, ma anche artisti come Silvana.<\/p>\n<p>e.c.b.<\/p>\n<p>Il &#8220;Grand Tour&#8221; in Europa, Sala Pagano &#8211; Voghera<\/p>\n<p><br><\/p>\n<p>Nei secoli passati, specialmente dal settecento in poi, era di moda il Grand Tour. Giovani di buona famiglia, ma anche maturi intellettuali curiosi (vedi Goethe), partivano gioiosamente, finanze permettendo, per un viaggio attraverso i principali paesi d&#8217;Europa, esperienza giudicata indispensabile alla formazione culturale dei membri della borghesia e dell&#8217;aristocrazia. Dapprima furono avventurosi signori dotati di buona borsa e di spirito di adattamento, poi anche signorine rigorosamente accompagnate. Ora, questi turisti-non-per-caso non trascuravano mai di portare con s\u00e9 un album di bianchi immacolati fogli da disegno, eventualmente corredati da una scatola di colori. Ne risultavano spesso risibili scarabocchi, ma anche pregevoli schizzi, acquerelli, pastelli, che portavano magari la firma di Victor Hugo o di Felix Mendelssohn.<br>I tempi cambiano. L\u2019onnipresente smartphone ha sostituito l\u2019album, e le foto ricordo vengono postate a valanga sui social network e siti vari. Ma non per Silvana. C\u2019\u00e8 da chiedersi se il computer non sostituir\u00e0 presto anche i viaggi, almeno per i pi\u00f9 pigri che troveranno molto pi\u00f9 comode le foto degli amici e le innumerevoli visite virtuali via web. Ma non Silvana. Agli amanti delle visite virtuali non meccanizzate-informatizzate consigliamo un giro nella Sala Pagano, dove i disegni e dipinti di Silvana Sottotetti resteranno in mostra fino al 18 marzo.<br>Lei, il suo album, lo realizza con occhi e mani e testa di artista. La sua Europa \u00e8 altra cosa. Italia, Svizzera, Francia, Grecia, Svezia, paesi vicini e paesi lontani del vecchio continente sfilano davanti agli occhi degli astanti non sotto forma di paesaggi e vedute da cartolina, ma con forme di volti umani, di animali, di case, castelli, montagne, laghi, &#8220;paesaggi interiori&#8221; oltre che esempi di rappresentazioni vedutistiche. E&#8217; chiaro che occorre una marcia in pi\u00f9 per cogliere l&#8217;anima di un paese nella figura di un cameriere di bistrot, in un cigno solitario intravisto in Svezia, nell&#8217;avanzare selvaggio dei cavalli della Camargue, nel volto intenso e segnato di Maria Curie.<br>Tra le sue molte virt\u00f9, Silvana Sottotetti ha quella di non rinchiudersi nella torre d&#8217;avorio dell&#8217;artista sdegnoso che si capisce solo lui, ma, al contrario, di prestarsi a dettagliate e coinvolgenti spiegazioni del significato delle sue opere. Una virt\u00f9 che, con non simulata modestia, attribuisce al suo passato di insegnante. Ne nasce, via via, un&#8217;azione squisitamente interattiva tra artista e pubblico. All&#8217;inaugurazione, sabato 10, abbiamo visto volti di spettatori illuminarsi, con un&#8217;espressione che diceva chiaramente &#8220;ma guarda, a questo non avevo pensato, non l&#8217;avevo notato, ora mi sembra tutto diverso&#8221;. Ma dobbiamo sottolineare un effetto ben noto agli sperimentatori scientifici: a volte le cose cambiano anche in senso inverso. Lo spettatore non solo riceve, ma d\u00e0; l&#8217;artista scopre nella propria opera nuovi significati che non aveva inteso metterci, almeno all&#8217;inizio. Silvana ci confermer\u00e0 se questo accade anche a lei.<br>Nell&#8217;ultima mostra dell&#8217;intrepida viaggiatrice, il viaggio virtuale percorreva le vie d&#8217;Italia e prometteva altri percorsi, promessa mantenuta. Ma il percorso dell&#8217;amica artista non \u00e8 solo geografico e chilometrico: Silvana non si ferma mai, sperimenta sempre nuovi modi, nuove tecniche, alterna e combina disegno, tempera, pastello, carboncino, con risultati spesso sorprendenti. Avanti, dunque: verso nuove scoperte, nuovi risultati, nuovi orizzonti.<\/p>\n<p>e.c.b.<\/p>\n<p><br>Il &#8220;Gran Tour&#8221; contemporaneo, Sala Pagano &#8211; Voghera<\/p>\n<p><br><\/p>\n<p>Pu\u00f2 ricordare un Grand Tour del XVII secolo questo viaggio in Italia di Silvana Sottotetti, ora in mostra in Sala Pagano a Voghera fino al 9 aprile e che ha proprio come titolo In Italia\u2026, perch\u00e9 dal nord al sud a prevalere \u00e8 la bellezza dei nostri centri abitati, dei monumenti storici, del nostro ambiente, delle nostre campagne, dei frutti della nostra terra.<br>C\u2019\u00e8 l\u2019abside della chiesa di San Pietro a Robbio Lomellina, la torre pentagonale di Rivanazzano, la basilica di Sant&#8217;Apollinare in Classe, la porta ad arco di Volterra e la magnificenza di Trinit\u00e0 dei Monti di Roma. E ci sono vedute delle Cinque Terre, uno scorcio del porto di Molfetta con il Duomo Vecchio, borghi toscani e strade fiorentine, il Polesine degli anni Settanta, il tramonto sulle rocche Parvo. E ci sono anche gli animali che vivono nel nostro ambiente come il migliarino, il cinghiale, la livornese bianca, la pecora pugliese e quella brianzola. Cose buone che si coltivano e che si producono come le olive, l\u2019uva, il pane di Orsara. E come non ritrarre la gente che quei luoghi li abita, per esempio la nobildonna siciliana, e vi lavora, quindi il pescatore di Scoglitti, l\u2019allevatrice di pecore o il viticoltore.<br>Lo sguardo della pittrice, che li ha raccolti nell\u2019archivio della memoria insieme alle emozioni destate, li ha rielaborati e li ha voluti imprimere su carta, tela e tavola di legno, favorendo la \u201ctecnica mista\u201d. E lei non si \u00e8 risparmiata nel declinarla in tutte le possibili combinazioni: pennarello e gesso; gesso, tempera e pastello; olio e gesso; pastello acquarellato e pennarello; pennarello, acquarello e tempera; gesso, pennarello e pastello; pastello acrilico e pennarello; acrilico, pennarello e pastello in bianco e nero; china e tempera\u2026 Ma sono anche attestate le tecniche a olio, a china, a sanguigna.<br>Non si ferma la Sottotetti a quanto ha visto nei luoghi visitati, ma mostra l\u2019ampio spettro dell\u2019italianit\u00e0, in onore delle menti illuminate che qui sono nate, come lo scienziato Galileo Galilei; i santi Rita da Cascia e Francesco d\u2019Assisi; gli artisti, Caravaggio, Raffaello, Paolo Uccello; lo scrittore Carlo Goldoni.<br>Come poteva mancare l\u2019eccellenza nella moda, presente con una borsa di Prada, e il sogno universalmente riconosciuto della Ferrari Testarossa, che pure campeggia sul manifesto dell\u2019esposizione. Status symbol senza confini creati dalla genialit\u00e0 tricolore.<br>\u00c8 tutto un omaggio dal macrocosmo al microcosmo dedicato al Bel Paese, eterna fonte d\u2019ispirazione che nel mondo tutti ci invidiano e aspirano a visitare almeno una volta nella vita.<\/p>\n<p><br><\/p>\n<p>Mostra d&#8217;arte &#8220;In Italia&#8221;, Sala Pagano &#8211; Voghera<\/p>\n<p><br><\/p>\n<p>Un&#8217;inconfondibile automobile rossa, vista da due diverse angolazioni, campeggia sul manifesto della personale di Silvana Sottotetti alla Sala Pagano (1-9 aprile, ore 16-19). I visitatori della mostra, che si inaugurer\u00e0 il primo aprile alle 17, saranno pronti a giurare che la pittrice vogherese abbia voluto celebrare cos\u00ec la vittoria della Ferrari al Gran Premio d&#8217;Australia di formula 1. Ma no: date un&#8217;occhiata al numero scorso del giornale, stampato gioved\u00ec 23, quindi in tempi non sospetti: la Ferrari \u00e8 gi\u00e0 l\u00ec. Silvana, sei una profetessa?<br>Scherziamo, ma non poi troppo. Molti segni, molte conferme, lungo i secoli, indicano che gli artisti hanno in qualche modo una marcia in pi\u00f9, ed anche pi\u00f9 di una. L&#8217;artista \u2013 pittore, in questo caso \u2013 \u00e8 quello che vede al di l\u00e0 della cosa vista, e in effetti quasi mai la rappresenta cos\u00ec com&#8217;\u00e8, a parte specifiche scelte di stile o di corrente (iperrealismo e simili: ma anche qui ci sarebbe da discutere). L&#8217;artista, per definizione, ha una sensibilit\u00e0 che non \u00e8 da tutti, che non \u00e8 per tutti. E, diciamolo, ha anche un bel coraggio \u2013 parrhesia, direbbero i teologi &#8211; insistendo a voler esprimere visibilmente quella sensibilit\u00e0 in un contesto sociale e culturale spesso cieco e sordo.<br>Gli artisti sono gli infermieri dell&#8217;umanit\u00e0 malata di pragmatismo e di materialismo. Sono i fornitori d&#8217;anima al mondo degli oggetti inanimati, al banale quotidiano, perfino all&#8217;ovvio e al brutto, poich\u00e9 davvero tutto, in mano loro, pu\u00f2 trasformarsi in &#8220;opera d&#8217;arte&#8221;. Sentiremo che cosa avr\u00e0 da dire Silvana in proposito. Poich\u00e9 sar\u00e0 lei stessa a presentare la sua opera al vernissage di sabato, e lo far\u00e0 certamente con quella modestia che solo in apparenza non fornisce chiavi speciali di lettura, lasciando ampia libert\u00e0 allo spettatore. In realt\u00e0 quella stessa modestia apre orizzonti.<br>Questa volta il titolo \u00e8 &#8220;In Italia\u2026&#8221; Quella Ferrari Testarossa dice gi\u00e0 molto! Gli occhi della Silvana artista guardano in profondit\u00e0 la realt\u00e0 che ci sta intorno, ne focalizzano le voci, i sensi evidenti o nascosti, gli aspetti caratteristici, le &#8220;icone&#8221;. Lo abbiamo visto nelle sue figure, nei suoi paesaggi, nelle scene di lavoro e di vita contadina. Ora il tema \u00e8 specifico, ma vasto: &#8220;In Italia&#8221;. E che cosa mai \u00e8 pi\u00f9 italiano delle &#8220;rosse&#8221; di Maranello? Ma certo nella mostra ci attendono altre scoperte e altre sorprese. <br><br><\/p>\n<p><br>Mostra d&#8217;arte &#8220;In Italia&#8221;, Sala Pagano &#8211; Voghera<\/p>\n<p><br><\/p>\n<p>Arriva con l\u2019inizio della primavera, come immancabile suggello di colori e ispirazioni, la multiforme fecondit\u00e0 di Silvana Sottotetti, abitu\u00e9 della \u201cPagano\u201d, a rinnovare nei seguaci vecchi e nuovi, negli estimatori pi\u00f9 sensibili al suo tratto etereo e riconoscibile, la curiosit\u00e0, lo stupore, la simbiosi.<br>I lavori che ha scelto di esporre, sono immagini catturate, rubate, ad una \u201citalianit\u00e0\u201d travolgente, carattere distintivo che sigla colori e bellezza, ma anche riflessioni, austerit\u00e0, decadenza.<br>Il tutto affrontato alla maniera della Sottotetti, con quella levit\u00e0 che le \u00e8 propria, con il suo tratto che spesso solo allude e mai, proprio mai, \u00e8 furente o calca sul foglio.<br>Ed ecco che, anche in queste opere, si potranno apprezzare la sensibilit\u00e0 e l\u2019originalit\u00e0 nel cogliere particolari e nel renderli all\u2019osservatore vivi, animati da un mai sopito desiderio del bello, dal fluttuante interscambio tra sogno e realt\u00e0.<\/p>\n<p>Mostra d&#8217;arte &#8220;In Italia&#8221;, Sala Pagano &#8211; Voghera<br><br><\/p>\n<p><br><\/p>\n<p>Silvana Sottotetti \u00e8 una delle tante persone che avrebbe voluto ma non ha potuto frequentare l\u2019Accademia di Brera. Ma il suo sogno era quello di dedicarsi alla pittura. Cos\u00ec da ex-docente di lettere, ex-direttrice della Biblioteca Civica Ricottiana di Voghera ha rivolto il suo impegno alla frequenza dei corsi a Brera: prima quattro anni generici, poi tre anni di Scuola Libera del nudo.<br>Determinata, impegnandosi al massimo, ha raggiunto il suo scopo, trasformando in realt\u00e0 il desiderio vagheggiato per anni: possedere un cavalletto, una tavolozza, colori e pennelli e dipingere.<br>Le confidenze all\u2019inaugurazione della mostra \u201cIl lavoro\u201d alla Sala Pagano hanno evidenziato che stava nelle parole dell\u2019artista la chiave di lettura di ognuna delle quarantatre opere a tecnica mista esposte. Importante era ascoltare con attenzione per arrivare ad osservare senza pregiudizi o sicumera, apprezzare quel suo modo particolare di evocare i ricordi e tramutarli in immagini con un segno incisivo, a volte denso a volte leggero, affinatosi nel tempo, a dare forma alle sue composizioni chiarificatrici di una maturata padronanza di pi\u00f9 stilemi formali. Allo sguardo diventava leggibile l\u2019esposizione delle opere per settori. Ed ecco i lavori collegati alla terra e al mare \u2013 dall\u2019agricoltore al pescatore -, quelli collegati all\u2019artigianato e al commercio \u2013 come il venditore di acciughe e il panettiere -, quelli attinenti all\u2019arte e alle attivit\u00e0 intellettuali o di altro genere \u2013 ad esempio il suonatore di fisarmonica, la ballerina, il cantante, il medico -.<br>Il mondo della pittrice fatto di sogni, colori, espressioni\/movimenti\/sentori evocava tempi e spazi diversi di cui era sempre padrone l\u2019uomo, evidenziando quella sua caratteristica leggerezza di porsi senza pretese, quasi rifugiandosi nell\u2019ironia che usa verso se stessa. Nell\u2019intento chiaro di ricerca dell\u2019 \u201cirregolarit\u00e0\u201d, convinta del suo valore, Silvana la spiegava non come \u201cerrore\u201d, ma un \u201clasciarsi andare\u201d per dare sapore e unicit\u00e0 all\u2019opera, in un bisogno di superare le regole accademiche.<br>Interessante \u00e8 da considerarsi quella che lei chiama \u201cdimensione bloccata\u201d quando cio\u00e8 nel quadro manca lo \u201csfondo\u201d. Serve per far capire che la figura \u2013 ad esempio la ballerina \u2013 nello slancio eccezionale fermato dalla mano dell\u2019artista diventa senza tempo ed emblema di vitalit\u00e0. L\u2019originalit\u00e0 di proporsi di questa artista sta proprio in certe \u201caccortezze\u201d che possono sfuggire o essere incomprese, mentre in realt\u00e0 hanno una loro ragion d\u2019essere. Viene da chiedersi perch\u00e9 sia stato scelto il tema del lavoro per questa mostra. \u00abPerch\u00e9 \u00e8 molto interdisciplinare, si unisce al tema della figura umana, delle nature morte, del paesaggio\u2026 Qualche volta il lavoro sconfina nelle attivit\u00e0 del tempo libero\u00bb.<br>\u00c8 l\u2019attenzione che va al di l\u00e0 della semplice visualizzazione a portare a intravedere in un quadro, come quello del suonatore di fisarmonica, il richiamo alla natura morta che non \u00e8 l\u2019opera completa, ma quel che sta in essa come un\u2019appendice, in un angolo.<br>Silvana \u00e8 un\u2019artista sentimentale che si affeziona alle sue opere: come a quella del bambino che si mostra orgoglioso e rassegnato nell\u2019atto di portare a termine il suo lavoro, o dei contadini stravolti per la fatica di ogni giorno. Importante \u00e8 per l\u2019artista la sottolineatura del gesto. Chiarificatore ne \u00e8 il quadro che rappresenta quattro donne del profondo sud vestite di nero intente a ricamare. \u00ab \u00c8 in quest\u2019ora &#8211; l\u2019ora del ricamo \u2013 il meglio della loro vita, perch\u00e9 il tempo \u00e8 tutto per loro e si sentono importanti\u00bb. Le parole sottolineano il linguaggio della pittura che \u00e8 quello dell\u2019anima che sa far affiorare emozioni e sentimenti, in fondo la vita.<br>Silvana Sottotetti, nella sua ricerca, nelle sue scelte, nelle sue espressioni pittoriche evocative ha trovato, anche con questa mostra, una sua creativit\u00e0 che non cerca voli pindarici, ma la via pi\u00f9 sicura per arrivare al cuore e alla mente di chi \u00e8 capace di fermarsi per un nuovo AMARCORD.<br><br><\/p><p>(Bruna Spalla Lozza) | Mostra d&#8217;arte \u201cIl lavoro\u201d, Sala Pagano &#8211; Voghera<\/p><p><br><\/p>\n<p>Il nudo ha da sempre svolto una funzione ben precisa nell\u2019ambito dell\u2019arte, sia antica che moderna. Quello di rappresentare il corpo senza orpelli e senza quei filtri, offerti dalla moda e dai vestiti, da sempre simbolo sociale, sia di nobilt\u00e0 e ricchezza o di povert\u00e0. Messo a nudo il corpo ha la bellezza della natura e la miseria della banalit\u00e0, delle imperfezioni, dell\u2019et\u00e0. Ma sempre trasmette una visione diretta e forse veritiera di chi siamo noi. Silvana Sottotetti non si sottrae a questa verifica, anzi, nell\u2019ambito del suo percorso pittorico il nudo assume un importante rilievo. Anche per la formazione accademica avvenuta a Brera nell\u2019ambito della Libera scuola di nudo, ma forse, e ancora di pi\u00f9, per una scelta stilistica ed espressiva di fondo che l\u2019autrice riassume in un concetto: \u201cnel nudo non c\u2019\u00e8 solo anatomia, ma uno stato d\u2019animo.\u201d.<br>Silvana Sottotetti porta la conoscenza della tecnica ottenuta nell&#8217;ambito degli studi formativi ad una dimensione compiuta di figurazione, con corpi costruiti con colori caldi e avvolgenti, mai completamente realistici, con una linea che delimita i contorni per suggerire maggiore fisicit\u00e0 a corpi che sembrano scolpiti nel colore.<br>Per contro lo sfondo \u00e8 delineato con rapide pennellate che lasciano, in molti casi, la visione del non finito per concentrare maggiormente l\u2019attenzione sulla figura centrale, sul corpo che non nasconde la tensione della posa o della messa in scena. Il sottile velo che Silvana Sottotetti costruisce fra la pura osservazione del nudo e la sua trasformazione in opera pittorica \u00e8 l\u2019occasione che ha determinato l\u2019opera: in molti casi sono sedute e lezioni di nudo con modella e i titoli, con esattezza di luogo e data, ricreano l\u2019evento. Questo rende le opere come studi in divenire, come esperienze che non si esauriscono nella singola creazione, ma come tappe di un lungo percorso. Nel contempo questi nudi sono visioni reali di un avvenimento dove il corpo diventa materia di studio, di creazione e di sintesi, ma soprattutto occasione per fare \u201cpittura\u201d, per trasmettere \u201clo stato d\u2019animo\u201d a cui fa riferimento l\u2019autrice.<br>La compattezza stilistica delle opere esposte in questa mostra presso lo Spazio 53 di Voghera conferma che Silvana Sottotetti ha trovato nel nudo una dimensione riuscita di forma, visibile nella mole imponente di disegni, e di capacit\u00e0 espressiva, che \u00e8 densa nei colori e nelle figure, ma lieve nelle percezioni e nelle raffigurazioni.<br><br><\/p>\n<p><br>(Renzo Basora) \u201cSessantasette nudi\u201d, Spazio 53 &#8211; Voghera<\/p>\n<p><br><br><\/p>\n<p>&#8220;Ogni mostra di Silvana Sottotetti \u00e8 un punto fermo nella sua esperienza di artista perch\u00e9 viene pensata come una sorta di consuntivo: le sue esposizioni sono tematiche e non cronologiche, raggruppano cio\u00e8 la sua esperienza in oltre dieci anni di attivit\u00e0 e fanno il punto sulla tecnica, misurano l&#8217;ispirazione, segnano i cambiamenti. <br>Silvana Sottotetti \u00e8 pittrice prolifica, dedita ad un lavoro costante che ha raggiunto ormai una maturit\u00e0 consapevole sia nella padronanza delle tecniche che in quella dei mezzi espressivi. <br>Una lettura del genere \u00e8 possibile ad ogni appuntamento espositivo proprio perch\u00e9 i contenuti delle mostre sono sempre organizzati per temi e consentono di leggere, ogni volta, il suo percorso artistico nell&#8217;accostamento di opere disomogenee dal punto di vista cronologico ma affini nel contenuto. <br>Questa volta \u00e8 toccato ai Temi religiosi: inaugurata lo scorso 12 aprile presso la Sala Pagano, la mostra accostava, per sezioni, il viaggio all&#8217;interno della tematica religiosa che l&#8217;artista ha compiuto fin dalle aule di Brera. Per temi affini, come la maternit\u00e0, la rappresentazione di Cristo, gli episodi del Vangelo, gli antichi campioni della fede e quelli contemporanei, le opere raccontavano il sentimento religioso, inteso come esperienza personale dell&#8217;artista oppure come metafora dell&#8217;aspirazione al sacro dell&#8217;uomo stesso, qualsiasi sia il suo credo. <br>Due le evidenze: la sincerit\u00e0 dell&#8217;ispirazione, che la pittrice cela nelle sue figure, soprattutto in quelle di Cristo, e che sottintendono il piacere e la necessit\u00e0 di tradurre in forme un trasporto personale; accanto a questo, il dato tecnico. Silvana Sottotetti mostra una grande duttilit\u00e0 con qualsiasi tipo di stilo: non solo con il pennello &#8211; questo \u00e8 evidente &#8211; ma anche e soprattutto con il carboncino, con la biro, col pennarello, col pastello. Tecniche continuamente messe alla prova e, soprattutto, sovrapposte, mischiate, sommate ad una variet\u00e0 di supporti che danno conto dello stimolo alla sperimentazione che sostiene il suo lavoro. Queste caratteristiche emergono e uniscono in una unit\u00e0 di contrari e di contrasti un percorso ormai denso, leggibile anche all&#8217;interno di quest&#8217;ultima esposizione come era stato passibile in passato attraverso i paesaggi, le figure, le nature morte, gli animali. Qualcosa di accademico e molto legato alla tradizione. <br>Perch\u00e9 \u00e8 proprio nel solco della memoria che si muove la ricerca di Silvana Sottotetti, intesa a riservare la sperimentazione ai materiali, ai colori, ai tagli compositivi e ai supporti: \u00e8 questa la materia palpitante dell&#8217;innovazione e della personalizzazione del linguaggio ricercata dall&#8217;artista che sceglie, da sempre, di non scostarsi dall&#8217;alveo certo e solido della tradizione quando si tratti di contenuti e di generi.&#8221;<\/p><p>&nbsp; <br>(Manuela Bonadeo) Temi religiosi, Sala Pagano &#8211; Voghera<\/p><p><br><\/p>\n<p>\u201c\u2026 Le opere che pi\u00f9 significativamente rendono conto dell\u2019emozione creatrice dell\u2019artista sono sui fogli: grafite, pastello, tecniche miste, qualche acquerello. E sono volti, paesaggi, figure, nature morte; i generi dell\u2019arte, quelli sui quali si costruiscono gli insegnamenti accademici. <br>\u00c8 in questi luoghi espressivi che il segno sa essere incisivo e va oltre: si fa curvo, denso, veloce, si spezza e si colora nel manifestare fisicamente un\u2019urgenza espressiva che finalmente pu\u00f2 prendere forma\u2026\u201d (Manuela Bonadeo \u2013 Giornale di Voghera, 5 ottobre 2006)<\/p>\n<p>\u201c\u2026 Dopo un periodo di riflessione in ambito locale, ha rotto gli indugi: prende il treno per andare a Milano, a Brera. Frequenta i corsi pomeridiani dell\u2019Accademia, dove si affollano gli allievi. In particolare, i corsi di nudo, che \u00e8 il tema che sta affrontando e genera una produzione ormai soverchiante. Soverchiante perch\u00e9 \u2013 meticolosa com\u2019\u00e8 \u2013 ad ogni seduta produce un\u2019opera. Utilizzando soprattutto i colori acrilici e acquisendo sempre miglior fluidit\u00e0 nel comporre. Prima di questa scoperta si era dedicata a riprodurre, alla sua maniera, la pi\u00f9 indeterminata e vasta realt\u00e0. Dai cavalli alle cover di foto di personaggi come la Dietrich o Brando, da Padre Pio a Madre Teresa. Con assoluta naivet\u00e9, senza preoccuparsi di quanto succede, almeno da un secolo, nel mondo dell\u2019Arte. Media o alta che sia\u2026\u201d (Gigi Giudice \u2013 Giornale di Voghera, 16 ottobre 2008)<\/p>\n<p>Per capire l&#8217;ansia del fare pittura dalla nostra artista conviene fare un salto nella &#8220;Traumdeutung&#8221; di Freud: alla staticit\u00e0 dell&#8217;impostazione si contrappone la continua virtualit\u00e0 del &#8220;gesto&#8221; e il vibrare estremo del colore. La forza insita nelle figure di Silvana Sottotetti deriva dal portare all&#8217;estremo del significante il segno interpretativo, creando nella costruzione della figura come un&#8217;incisione , dove il gesto \u00e8 inferto sul magma del colore. La trascendenza chiamata &#8220;Arte&#8221; non viene insegnata nelle &#8220;Accademie&#8221;, ma gli strumenti e la tecnica si: la nostra pittrice gi\u00e0 aveva un suo bagaglio tecnico via via raffinandosi, conferendo alla sua pittura una particolare qualit\u00e0 formale. Concludendo i suoi dipinti, specialmente i &#8220;nudi&#8221;, non sono un rifugiarsi in una razionalit\u00e0 spaventata, ma la sintesi, quanto mai impressiva, di una realt\u00e0 nel suo farsi dal profondo. (Prof. Massimo Zupelli &#8211; Titolare Libera Cattedra del Nudo dell&#8217;accademia di Brera, 2009)<\/p>\n<p>\u201c\u2026 I soggetti di Silvana Sottotetti, al pari delle tecniche usate, sono molteplici anche se, nell\u2019ultima produzione, \u00e8 palese una predilezione per il corpo umano reso con geometrica solidit\u00e0, posto in evidenza, sempre, dal colore e dalla semplificata determinazione di volumi e di piani. Nella conclusa della forma, nella fissit\u00e0 dei gesti, nell\u2019intensit\u00e0 del colore, le figure diventano personaggi che, sullo sfondo di paesaggi suggestivi, assumono una pensosa inamovibilit\u00e0 che li estranea dalla contingenza temporale. Spesso le zone di colore sono delimitate da netti contorni a racchiudere le forme, sempre le proporzioni sono al servizio della posa, l\u2019accentuano e rendono espressiva. Come ogni persona dedita alla rappresentazione della realt\u00e0, anche la Sottotetti, pur nella sua produzione variegata, cede alla tentazione di andare dove la porta il cuore. \u00c8 evidente la sua inclinazione per le figure femminili, rese con sincerit\u00e0 antiretorica, e per i vecchi. Questi ultimi, illuminante il caso de \u2018La vecchia Fioraia\u2019, sono caratterizzati da toni grevi e densi, sia nel colore che nel tratto, ingentiliti, sempre, da un segno, un bagliore inaspettato, che esprimono una certa intrattenibile emozione, una compassione che, come una carezza in punta di pennello o di matita, vuole offrire consolazione.\u201d (Mirella Vilardi \u2013 Giornale di Voghera, 25 novembre 2010)<\/p>\n<p>\u201c\u2026 Lo stile \u00e8 ben definito e diventa un\u2019impronta del suo lavoro che la rende riconoscibile. La pratica affinata, invece, consente di usare mezzi diversi, dall\u2019olio alla tempera, ma soprattutto due tecniche meno usuali: il pastello ad olio ed il pennarello. Queste ultime, pi\u00f9 libere e dirette, consentono l\u2019immediata trasposizione sulla carta dell\u2019idea pittorica. Il pastello crea, inoltre, una pastosa densit\u00e0 che ben si addice ai toni contenuti, smorzati e quasi terrosi di queste opere. Non \u00e8 il colore a creare la composizione, quanto il disegno che scava nella materia sino a fornire contorni agli oggetti e a dare volume alle forme. Un tratto che \u00e8 insistito nelle figure ma che si libera e diventa pi\u00f9 rarefatto nelle composizioni floreali. Temi classici, quasi abusati, che costringono la pittrice ad un continuo sforzo di rifinitura della forma, alla ricerca di un risultato estetico soddisfacente.\u201d (Renzo Basora \u2013 Giornale di Voghera, 17 novembre 2011)<\/p>\n<p>\u201c\u2026 L\u2019opera complessiva scaturita da questa indagine, condotta con metodo e coscienza da Silvana Sottotetti, appare in estrema sintesi come un fantastico bestiario, dove la necessit\u00e0 figurativa di rappresentare gli animali, da soli o nel loro habitat, diventa metodo di indagine sulla pittura, sulla costruzione della figura e sul colore come sintesi espressiva. Certamente gli animali, nella loro essenza figurativa, sono una tappa, una parte di un percorso pi\u00f9 lungo e articolato che l\u2019autrice affronta con forte impegno nella ricerca di fare pittura intesa come esercizio quotidiano, come sintesi della visione. Le sue immagini della natura appartengono al mondo della rappresentazione figurativa, vicino al naturale, ma pur sempre distante, per quel filtro che il pittore sa mettere tra s\u00e9 e la nuda realt\u00e0. E la visione pittorica, che in Silvana Sottotetti acquista una sua cifra personale che, nel corso degli anni, appare sempre pi\u00f9 identificativa di un progetto.\u201d (Renzo Basora, Giornale di Voghera 8 novembre 2012)<\/p>\n<p>\u201cTanti linguaggi espressivi quante sono le specie censite da Silvana Sottotetti, autrice di un completo lavoro di ricerca per immagine. Un catalogo sospeso tra Darwin e Linneo, un\u2019indagine che passa in rassegna il mondo animale in modo intimo e sorprendentemente umano: svelando attraverso uno stile formalmente ineccepibile il carattere di pi\u00f9 coinvolgente empatia tra uomo e natura. Dalla vacca varzese al suricati, passando attraverso cetacei e volatili: razze esotiche a tu per tu con animali autoctoni, per un safari visuale accolto nella cornice della Sala Pagano. La straordinaria variet\u00e0 dei soggetti si rispecchia nella matura e completa dimostrazione della piena padronanza di pi\u00f9 stilemi formali. Pastello, acrilico, carboncino, mixed-media: non c\u2019\u00e8 tipo di linguaggio e non c\u2019\u00e8 supporto che Silvana Sottotetti non sperimenti. Dimostrando una duttilit\u00e0 che \u00e8 anche concettuale: perch\u00e9 sono i soggetti a dettare, attraverso le proprie caratteristiche intrinseche, quale sia il modo migliore per essere ritratti. Un\u2019artista a cospetto dei propri soggetti, completamente volta ad assecondare con umilt\u00e0 i caratteri propri dei suoi inconsapevoli modelli. Che si riscoprono umani troppo umani, radiografati con garbo nelle loro pi\u00f9 sensibili ed intime peculiarit\u00e0. (Francesco Sala, Giornale di Voghera 8 novembre 2012).<\/p>\n<p>\u201c\u2026, Paesaggi e architetture, distinte poi nell&#8217;allestimento tra natura assoluta, natura e acqua, natura ed architettura, architettura urbana. All&#8217;interno di un medesimo tema, dunque, la pittrice si \u00e8 mossa con grande libert\u00e0, utilizzando la pittura come fosse la fotografia, il pennello come fosse la macchina fotografica: spazi vissuti oppure sconosciuti, non importa. Ci\u00f2 che conta e rende viva la materia \u00e8 la suggestione che l&#8217;immagine crea nell&#8217;artista: non \u00e8 solo ispirazione tout court, ma \u00e8 un gioco di rimandi tra la pittrice e il paesaggio, da rendere come per fermarlo, esattamente ai modi di un&#8217;istantanea. \u00c8 quel paesaggio preciso, in quel momento preciso, in quella situazione emotiva precisa: cos\u00ec esso diventa medium per esprimerne altro. A dar forza, il colore, mai troppo verisimile se deve giocare con l&#8217;emotivit\u00e0, e la materia, spesso eterogenea, molto poco tradizionale; ma anche il supporto, la commistione e la sovrapposizione delle tecniche. Questa somma di diversit\u00e0 segna la grande disinvoltura con cui vengono realizzate le vedute a natura assoluta, dinamiche e vitaminiche. A far da contraltare, in misura quasi diametralmente opposta, le vedute urbane e le architetture, molto essenziali e controllate, spesso a tratto nero di matita, spesso su foglio: linee misurate, forme pulite che restituiscono le cose in precisione spesso millimetrica. Non manca il colore quando alcuni luoghi, forse quelli pi\u00f9 rappresentativi della propria storia, vengono ritracciati col pennello. Ma manca l&#8217;uomo, sempre, ovunque. Perch\u00e9 sia data voce e vita soltanto alla natura e alla architettura.\u201d (Manuela Bonadeo, Giornale di Voghera, 4 luglio 2013)<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Frutta, fiori, erba, alberi, verdura: queste le cinque sezioni della diciassettesima mostra personale delle opere di Silvana Sottotetti. 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